Bonus casa 2026: come cambiano gli incentivi per chi compra, ristruttura o arreda casa quest’anno

Quando si parla di bonus casa 2026, non si parla di un unico incentivo, ma di un insieme di misure fiscali che possono incidere in modo significativo sul costo reale di acquisto, ristrutturazione e arredo di un immobile. È proprio questo il punto cruciale: chi conosce nel dettaglio le regole, i limiti di spesa, le percentuali di detrazione e i requisiti formali può risparmiare migliaia di euro, mentre chi si affida al “sentito dire” rischia di perdere opportunità importanti.

In questa guida trovi una panoramica completa e strutturata:

  • quali sono i principali bonus casa 2026
  • come funzionano concretamente (logica delle detrazioni, tempi, modalità)
  • per quali tipologie di spese si possono usare
  • cosa cambia per chi ristruttura, chi arreda e chi compra
  • quali attenzioni avere per seconda casa, comproprietà, condominio, documentazione

L’obiettivo è che, alla fine della lettura, tu abbia uno schema chiaro in testa e non senta la necessità di cercare altro per capire come muoverti.

 

1. Cosa si intende per “Bonus casa 2026” e come funziona la logica delle detrazioni

“Bonus casa” è un’etichetta generica che nel 2026 continua a indicare più agevolazioni fiscali distinte, che però ruotano tutte attorno a uno stesso meccanismo: la detrazione IRPEF.

In pratica:

  • tu sostieni una spesa agevolata (lavori, arredi, interventi energetici, giardino, ecc.);
  • lo Stato ti consente di “scaricare” una percentuale di quella spesa dalle tue imposte dovute negli anni successivi;
  • la detrazione non è un rimborso immediato, ma viene spalmata su più anni (di solito 10), riducendo l’IRPEF che dovresti pagare.

Per capire se il bonus casa 2026 è utilizzabile nel tuo caso, devi sempre incrociare quattro fattori:

  1. Che tipo di intervento fai
    – lavori interni, strutturali, energetici, arredo, esterni…
  2. Che tipo di immobile è
    – abitazione principale, seconda casa, condominio, immobile locato…
  3. Chi sostiene la spesa
    – proprietario, inquilino, comodatario, familiare convivente…
  4. Quanta IRPEF paghi ogni anno
    – le detrazioni possono essere usate solo fino a concorrenza dell’imposta dovuta: se non hai sufficiente IRPEF, la quota eccedente va persa.

L’errore più comune è concentrarsi solo sulla percentuale (“36%, 50%, 65%…”) senza verificare se di fatto quella detrazione riesci a sfruttarla nei 10 anni.

come funzione il bonus casa 2026

2. Bonus ristrutturazione 2026: cosa copre, come si usa, quando conviene davvero

Il bonus ristrutturazione è la struttura portante del bonus casa, perché è quello da cui “discendono” anche altre agevolazioni, come il bonus mobili.
Nel 2026 – in linea con l’assetto che ha sostituito le percentuali più elevate degli anni precedenti – è ragionevole aspettarsi una detrazione “base” (es. 36%) su un tetto di spesa che storicamente è stato pari a 48.000 € per unità immobiliare.

2.1. Quali interventi rientrano nel bonus ristrutturazione

In questa categoria rientrano:

  • Manutenzione straordinaria interna
    Rifacimento bagni, ridistribuzione dei tramezzi, rifacimento completo della cucina, sostituzione pavimenti con modifica o rinnovo degli impianti, realizzazione di controsoffitti, pareti attrezzate integrate, ecc.
  • Rifacimento o adeguamento degli impianti
    Elettrico, idraulico, riscaldamento, climatizzazione, ventilazione meccanica controllata (VMC), domotica legata agli impianti.
  • Interventi su parti comuni condominiali
    Ristrutturazione delle scale, rifacimento androne, migliorie su corridoi, locali tecnici, impianti centralizzati.
  • Lavori strutturali “leggeri”
    Non consolidamento sismico pesante, ma tutte le opere che rientrano nel recupero del patrimonio edilizio abitativo senza trasformazioni radicali di destinazione d’uso.

L’aspetto da cogliere è questo: non serve “rifare tutta casa” per accedere al bonus ristrutturazione. Anche un intervento mirato su bagno e cucina, se inquadrato correttamente, è sufficiente per far scattare il diritto alla detrazione e, a cascata, al bonus mobili.

2.2. Modalità di pagamento, documenti e errori da evitare

Perché il bonus sia effettivamente riconosciuto, non basta “aver fatto i lavori”. Conta molto anche la forma:

  • i pagamenti devono essere tracciabili, di norma tramite bonifico cosiddetto “parlante”, in cui risultano:
    – causale di legge,
    – codice fiscale di chi detrae,
    – partita IVA o CF dell’impresa o del professionista;
  • servono fatture intestate alla persona che chiede la detrazione (o ai comproprietari, se la spesa è ripartita);
  • se l’intervento lo richiede, è necessario un titolo edilizio (CILA, SCIA, permesso a costruire…), che va conservato insieme alla documentazione tecnica di fine lavori.

Gli errori tipici che fanno perdere l’agevolazione:

  • pagamenti in contanti o con strumenti non tracciabili;
  • fatture intestate alla persona sbagliata;
  • inconsistenza tra date di lavoro e date delle fatture;
  • mancanza di titolo edilizio quando sarebbe stato necessario.

 

3. Bonus mobili 2026: come funziona per chi ristruttura e arreda

Tra i bonus casa 2026, il bonus mobili è quello che più interessa a chi, oltre a ristrutturare, vuole arredare la casa con mobili nuovi.

3.1. Che cos’è, in pratica

Il meccanismo è questo:

  • esegui un intervento di ristrutturazione che dà diritto al bonus ristrutturazione;
  • successivamente acquisti mobili ed elettrodomestici nuovi per l’immobile in questione;
  • su questi acquisti puoi detrarre una percentuale (storicamente 50%) fino a un tetto di spesa annuo (negli ultimi anni via via ridotto; per il 2026 va verificato nella normativa definitiva, ma le logiche restano identiche).

Il dettaglio fondamentale, spesso ignorato, è la sequenza temporale:
la data di inizio lavori (o del titolo edilizio) deve essere precedente a quella delle fatture di arredo.

3.2. Quali mobili rientrano e quali no

Sono tipicamente ammessi:

  • cucine nuove o completamente sostituite (componibili, su misura, complete di basi, pensili e colonne);
  • mobili per il soggiorno: pareti attrezzate, madie, librerie, mobili TV;
  • arredi per camere e camerette: letti, armadi, comodini, cassettiere, cabine armadio;
  • mobili bagno, contenitori, pensili;
  • tavoli, sedie, poltrone, divani, consolle, scrivanie.

Vengono invece generalmente esclusi:

  • complementi puramente decorativi (quadri, tappeti, oggettistica non strutturale);
  • tende, tende tecniche interne (spesso non ritenute “mobili” ai fini della specifica detrazione);
  • arredi da giardino non collegati a interventi sul verde (che rientrerebbero eventualmente nel bonus verde).

Per gli elettrodomestici, sono richieste classi energetiche minime, che negli ultimi anni – con le nuove etichette europee – si sono via via adeguate (per frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, forni, ecc.), con obbligo di comunicazione all’ENEA.

bonus mobili 2026 come funziona

4. Ecobonus e interventi energetici: come si inseriscono nel Bonus casa 2026

L’area del risparmio energetico costituisce un capitolo a parte, ma strettamente collegato al concetto di bonus casa 2026.

Qui troviamo:

  • detrazioni per sostituzione di infissi con modelli più performanti;
  • installazione di caldaie a condensazione, pompe di calore, sistemi ibridi;
  • interventi di coibentazione di tetti, pareti, solai;
  • installazione di pannelli solari termici, schermature solari e sistemi di controllo remoto dei consumi.

4.1. Percentuali e requisiti tecnici

Le aliquote (storicamente tra il 50% e il 65%) sono legate al tipo di intervento e al miglioramento energetico che producono. Non basta sostituire un infisso o una caldaia: occorre dimostrare, tramite relazioni tecniche e certificazioni, che l’intervento rispetta determinati parametri (trasmittanza termica, efficienza, classi minime, ecc.).

Di norma è richiesta:

  • asseverazione del tecnico;
  • invio dei dati all’ENEA entro un termine definito dalla norma;
  • conservazione della documentazione tecnica e fiscale per eventuali controlli.

 

5. Bonus acquisto casa ristrutturata da impresa: come funziona e quando conviene

Un aspetto spesso trascurato del bonus casa 2026 riguarda gli incentivi per chi non vuole seguire il cantiere ma preferisce acquistare un immobile già ristrutturato da un’impresa.

In questo scenario:

  • un’impresa di costruzioni o ristrutturazioni compra un immobile, lo ristruttura integralmente e lo rivende;
  • chi acquista può avere diritto a una detrazione commisurata al prezzo o all’IVA pagata (le modalità precise dipendono dalla normativa vigente e dalla tipologia di operazione).

È una soluzione molto interessante per chi:

  • non ha tempo o competenze per seguire lavori complessi;
  • vuole entrare in casa in tempi brevi;
  • desidera beneficiare comunque di un’agevolazione legata al miglioramento del patrimonio edilizio.

come richiedere il bonus ristrutturazione

6. Bonus verde: perché rientra nel “bonus casa” e quando ha senso usarlo

Il bonus verde è la componente del bonus casa rivolta agli esterni: giardini, terrazzi, cortili, aree verdi condominiali.

Sono tipicamente agevolati:

  • nuovi giardini o rifacimento di quelli esistenti;
  • sistemazione di terrazzi con fioriere fisse, pergole, verde strutturale;
  • impianti di irrigazione, pozzi, opere a verde integrato;
  • interventi su spazi comuni condominiali, ripartiti tra i condomini.

È un bonus particolarmente utile quando:

  • stai già facendo lavori sull’immobile e vuoi valorizzare anche l’esterno;
  • vuoi aumentare il valore percepito dell’abitazione (giardino curato = casa più appetibile);
  • desideri migliorare la qualità di vita introducendo più natura nell’ambiente domestico.

 

7. Bonus casa 2026 e seconde case: regole, limiti, attenzioni

Uno dei dubbi più frequenti riguarda l’applicazione del bonus casa 2026 alle seconde abitazioni (case al mare, in montagna, investimento, casa dei genitori, ecc.).

In linea generale:

  • il bonus ristrutturazione è riconosciuto anche per seconde case;
  • il bonus mobili può essere usato anche per immobili non principali, se oggetto di ristrutturazione agevolata;
  • gli interventi energetici non sono limitati alla sola abitazione principale;
  • il bonus verde è applicabile anche a giardini e terrazzi di seconde case.

Le attenzioni principali riguardano:

  • la corretta intestazione delle fatture (a chi detrae);
  • il numero di immobili su cui si interviene (ogni unità immobiliare ha i propri massimali);
  • la capacità effettiva di assorbire le detrazioni con l’IRPEF propria (più immobili = più bonus potenziali, ma anche più IRPEF necessaria a “coprirli”).

 

8. Come pianificare correttamente l’uso del Bonus casa 2026

Il vero salto di qualità non sta solo nel conoscere i singoli bonus, ma nel pianificarli in modo coordinato.
Chi ristruttura, acquista e arreda può combinare:

  • bonus ristrutturazione (per i lavori edilizi);
  • ecobonus (per le parti energetiche);
  • bonus mobili (per arredi ed elettrodomestici);
  • bonus verde (per esterni e giardini);
  • agevolazioni per acquisto da impresa (se compra un immobile rinnovato).

Ha senso, ad esempio:

  • programmare lavori che permettano sia il bonus ristrutturazione sia l’ecobonus, così da integrare più interventi in un’unica strategia;
  • coordinare la scelta di cucine e arredi con i tempi di ristrutturazione per sfruttare il bonus mobili;
  • valutare se conviene ristrutturare direttamente o acquistare una casa già ristrutturata con le relative agevolazioni.

In qualunque scenario, è sempre consigliabile:

  • confrontarsi con un tecnico per la parte edilizia ed energetica;
  • confrontarsi con un commercialista o CAF per la parte fiscale;
  • evitare di firmare contratti o iniziare lavori senza aver verificato prima i requisiti.

 

Conclusione: il Bonus casa 2026 come strumento di progetto, non solo di risparmio

Il bonus casa 2026 non dovrebbe essere visto solo come un modo per “pagare meno tasse”, ma come uno strumento che ti permette di:

  • affrontare lavori che altrimenti rinvieresti;
  • scegliere arredi e finiture di qualità superiore;
  • migliorare il comfort energetico della casa;
  • valorizzare l’immobile nel medio-lungo periodo.

Chi utilizza i bonus in modo strategico riesce a progettare meglio la propria casa, non solo a “spendere meno”.

tutti i bonus casa attivi nel 2026

FAQ – Bonus casa 2026

  1. Quali sono i principali bonus casa 2026 attivi?

Rientrano nel quadro del bonus casa 2026: bonus ristrutturazione, bonus mobili, ecobonus per interventi energetici, bonus verde per giardini e terrazzi, agevolazioni per acquisto di immobili ristrutturati da impresa e incentivi mirati per barriere architettoniche. Ogni misura ha regole e massimali specifici.

  1. Il bonus casa 2026 vale anche per le seconde case?

Sì, in molti casi sì. Il bonus ristrutturazione, il bonus verde e vari interventi energetici si applicano anche alle seconde case. Il bonus mobili è accessibile anche per seconde case, a condizione che siano oggetto di ristrutturazione che dà diritto alla detrazione base.

  1. Posso cumulare più bonus sulla stessa casa?

Spesso sì. Puoi, ad esempio, usufruire del bonus ristrutturazione per rifare bagno e cucina, usare l’ecobonus per infissi e caldaia, e attivare il bonus mobili per arredare l’immobile. L’importante è rispettare per ciascun bonus i suoi requisiti specifici e i relativi massimali di spesa.

  1. Il bonus mobili 2026 si può usare senza ristrutturare?

No. Il bonus mobili è subordinato all’avvio di un intervento di ristrutturazione riconosciuto (manutenzione straordinaria, recupero del patrimonio edilizio, ecc.). La data di inizio lavori deve essere precedente alle fatture di acquisto dei mobili.

  1. Quali pagamenti sono ammessi per ottenere le detrazioni?

Sono richiesti pagamenti tracciabili: bonifico “parlante” o metodi equiparati, con indicazione nella causale dei riferimenti normativi, del codice fiscale di chi detrae e della partita IVA o codice fiscale del soggetto che emette fattura. I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione.

  1. Come faccio a capire se posso sfruttare davvero le detrazioni?

Devi verificare quanta IRPEF versi ogni anno. Le detrazioni del bonus casa 2026 riducono l’imposta, ma non generano un rimborso aggiuntivo oltre l’IRPEF dovuta. Se la tua imposta è molto bassa, è possibile che tu non riesca a utilizzare per intero tutte le detrazioni teoricamente spettanti.

 

Centallo

Regione San Quirico, 670 – S.R. 20 – 12044 Centallo (CN)

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Orari: lunedì dalle 14.30 alle 19.00 dal martedì al sabato 09.30/12.30 – 14.30/19.00

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Orari: dal martedì al sabato 09.30/12.30 – 14.30/19.00

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